52. L'avanzata turca e la mancata difesa cristiana di
Costantinopoli.

   Da: H. Pirenne, Storia d'Europa dalle invasioni al sedicesimo
secolo, Sansoni, Firenze, 1956

 Nelle seguenti pagine dello storico belga Henri Pirenne si
passano in rassegna le tappe della grande espansione turca
avvenuta, a partire dal secolo quattrodicesimo, sotto la dinastia
ottomana, e si analizzano le ragioni dello scarso aiuto fornito
dall'Occidente al vacillante impero bizantino, la cui capitale,
Costantinopoli, cadde in mano turca nel 1453.


   I Turchi [...] dopo il decimo secolo erano stati per il
califfato di Bagdad presso a poco quello che i Germani, sei secoli
prima, erano stati per l'Impero romano. Essi l'avevano invaso e,
naturalmente, si erano subito convertiti alla sua religione. La
brillante civilt dell'Islam era troppo fragile per sopportare il
contatto di questi rudi neofiti. Essi non ne furono influenzati
che da pochi elementi tutti esteriori. Rimasero, in mezzo ad essa,
essenzialmente contadini e soldati, ma quanto meno si
civilizzarono, tanto pi si infiammarono per la loro nuova fede di
uno zelo che, animandoli contro gli infedeli, contribu
necessariamente a conservare il loro spirito militare. La grande
invasione mongolica del tredicesimo secolo, che devast cos
selvaggiamente l'Asia Anteriore, li respinse fra le montagne
dell'Armenia. Ne discesero ben presto sotto la guida di Othman per
estendersi verso occidente, nell'Asia Minore, preda facile a
strappare dalle mani deboli dei successori di Michele Paleologo
[imperatore bizantino dal 1261 al 1282]. Brusa (1326), Nicomedia e
Nicea (1330) caddero in potere dell'invasore. Dei suoi possessi
asiatici nulla rimaneva pi all'Impero. E la sua impotenza si
aggravava ancora per gli intrighi politici in cui si dibatteva.
[...] La conquista dell'Europa segu subito alla conquista
dell'Asia. Murad primo si impossess di Adrianopoli nel 1352, di
Filippopoli nel 1363, sconfisse i Serbi nel 1371, li respinse in
Macedonia ed entr a Sofia nel 1362. Chiusi fra le mura di
Costantinopoli, i Greci abbandonarono agli Slavi la difesa della
Tracia. I Serbi ebbero, nel 1387, qualche successo in Bosnia ma,
due anni pi tardi, perdettero la sanguinosa battaglia della piana
di Kosovo (15 giugno 1389), nella quale perirono il loro principe
Lazzaro ed il sultano vincitore. La resistenza sembrava spezzata.
Bayazid (1389-1403), figlio di Murad, sottomise la Bosnia, la
Valacchia, la Bulgaria, la Macedonia e la Tessaglia. Sino al
Danubio, quasi tutta la penisola balcanica non era pi che una
parte del mondo musulmano. La croce non si elevava pi che sulle
cupole di Costantinopoli e di Salonicco, fra le montagne
dell'Albania. Le frontiere dell'Ungheria, e con esse quelle della
Chiesa latina, erano minacciate. Gli appelli disperati dei
Paleologi furono alla fine ascoltati. Bonifacio nono [papa dal
1389 al 1404] predic la crociata, Sigismondo di Lussemburgo
[imperatore e re di Germania, Boemia e Ungheria] chiam alle armi
gli Ungheresi ed i Tedeschi. In Francia il duca di Borgogna,
Filippo l'Ardito, mosso senza dubbio tanto dal desiderio di
risollevare il prestigio della sua casa che da spirito cristiano,
invi suo figlio Giovanni (Senza Paura) alla testa di una
brillante cavalleria a combattere l'infedele. Tutti questi sforzi
s'infransero a Nicopoli di fronte ad una tattica militare
sconosciuta ed all'impero dei Turchi (12 settembre 1396). Sembrava
vicina a scoccare per Costantinopoli l'ora suprema. Fu ritardata
di una cinquantina d'anni solo da una nuova imprevista invasione
mongola.
   Una volta di pi, e fortunatamente l'ultima, dopo Attila e
Gengis Khan, un barbaro di genio, Tamerlano, scatenava un torrente
di orde gialle. Le sue conquiste erano temibili come quelle degli
spaventevoli distruttori di cui era degno di richiamare il
ricordo. Aveva raggiunto il Volga, aveva sottomesso col terrore la
Persia e l'Armenia, ed in ultimo la Mesopotania culla di tante
civilt successive, che da allora non si  pi risollevata dalla
desolazione che vi lasci. L'impero turco era minacciato. Bayazid
stava per intraprendere l'assedio di Costantinopoli; lo tolse per
correre a difendere l'Asia Minore. I due barbari si incontrarono
nel 1402 ad Angora, dove il vincitore degli Europei fu sconfitto
dai Mongoli (20 luglio 1402). Ma la fortuna di Tamerlano fu tanto
breve quanto era stata rapida. Dopo la sua morte (1405), i popoli
soggiogati si risollevarono in mezzo a cumuli di rovine. Solimano
(1402-1410), figlio di Bayazid, riorganizz quanto rimaneva della
Turchia asiatica. Sarebbe stato il momento per i cristiani di
prendere l'offensiva. Ma l'imperatore Manuele secondo [imperatore
bizantino dal 1391 al 1425] si content di un trattato che gli
restituisse Salonicco con poche isole e stipul il matrimonio
delle sue nipoti con il Sultano. [...] Cos la catastrofe,
momentaneamente evitata, non tard a farsi pi minacciosa che mai.
Murad secondo (1421-1451) ricomparve davanti alle mura di
Costantinopoli, riprese Salonicco e, malgrado l'eroismo di
Scanderbeg (Giorgio Castriota) in Albania, di Giovanni Hunyadi
sulle frontiere ungheresi, il dominio turco, dopo la battaglia di
Varna (1444), fu ristabilito in tutta la penisola balcanica.
   Questa volta il destino di Costantinopoli era inevitabile.
Quale soccorso attendere dall'Europa, dove la Francia e
l'Inghilterra erano spossate per la guerra dei Cento Anni, la
Germania travagliata dal movimento hussita, la Chiesa in preda
alle dispute del papa e dei concili? L'unione della Chiesa greca
alla Chiesa latina, che l'imperatore Manuele [in realt si tratta
di Giovanni ottavo Paleologo] lasci proclamare da Eugenio quarto
[papa dal 1431 al 1447] nel 1439, attrasse appena l'attenzione
dell'Occidente e non ebbe altro risultato che quello di esasperare
il popolo bizantino ed il clero ortodosso, decisi ad essere Turchi
piuttosto che papisti. Nei Paesi Bassi il duca Filippo il Buono
[di Borgogna] aveva un bel parlare della crociata, ma non partiva,
e quand'anche fosse partito!... Non era con una spedizione
militare, per quanto potente essa fosse, che si sarebbe potuto
ottenere qualche risultato per la salvezza di Costantinopoli.
Contro i Turchi, che potevano sempre portare dall'Asia riserve
nuove e mantenere con poca spesa la guerra con le vigorose masse
di tutta una nazione guerriera, ci che occorreva era una base
militare potente e permanente sulle coste del Bosforo, nelle isole
e sul Danubio. Quale Stato, nelle condizioni politiche ed
economiche di quei tempi, sarebbe stato capace di organizzarla, di
sopportare le spese e di assicurarne il mantenimento? Per quanto
incivili fossero i Turchi, erano almeno nell'arte militare uguali
agli Occidentali. Essi avevano vascelli da guerra, artiglieria,
una cavalleria incomparabile, l'impeto brutale ed il fanatismo
eroico dei primitivi. D'altra parte, gli Stati che pi avevano
interesse a combatterli, quando anche fossero stati pi potenti, o
non lo volevano o non lo potevano. I Veneziani pensavano solo a
conservare i loro banchi commerciali. La Germania suddivisa era
incapace di ogni sforzo e abbandon gli Ungheresi a se stessi; e
questi, che altro potevano fare se non limitarsi a difendere le
loro frontiere? Quanto ai Serbi ed ai Bulgari, erano spossati.
Allorch Maometto secondo, nel 1452, pose l'assedio a
Costantinopoli, nessuno venne in aiuto della citt. La sua caduta
era fatale. E non bisogna rimproverare l'Europa di non essersene
interessata. Lo sforzo che avrebbe dovuto fare era troppo grande.
Essa lo comprendeva bene. Fin dal momento che l'Impero bizantino
non aveva potuto difendere l'Asia Minore contro i Turchi,
Costantinopoli era perduta. Non ci si meravigli dunque se gli
Occidentali non hanno ascoltato Enea Silvio [Piccolomini] (Pio
secondo) [papa dal 1458 al 1464] e Nicola quinto [papa dal 1447 al
1455]. Sapevano bene che bisognava rassegnarsi all'inevitabile.
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